La vecchiaia e la felicità
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di Rossana Costantino e illustrazioni di Silvana Cianciolo |
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In un giardino abbandonato vivevano un
vecchio cane e la sua vecchia compagna. Erano tristi e stanchi
come una giornata d’inverno, perché non avevano
nessun cucciolo da accudire. Se ne stavano tutto il tempo
da soli, sdraiati all’ombra di un albero e si coprivano
le orecchie, per non sentire il silenzio della solitudine.
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| Non
avevano nessun motivo di essere contenti, non avevano stimoli
né voglia di andare avanti. Un giorno la vecchia cagna
decise di non mangiare più e di lasciarsi morire, perché
non riusciva a sopravvivere a quell’eterno scoraggiamento.
Il vecchio cane, allora, decise che era giunto il momento
di reagire per lui stesso e per la sua compagna. Con le sue
vecchie zampette malandate camminò dritto davanti a
sé per giorni, fino a che arrivò ad un cortiletto
abbandonato, nel quale vide una gatta con i suoi meravigliosi
gattini che giocavano al sole. Quando si accorse dell' arrivo
del cane, la gatta si drizzò tutta per proteggere i
suoi piccoli, e i micetti scapparono in men che non si dica.
Soltanto un gattino malridotto fece fatica a scappar via.
Il vecchio cane lo prese in bocca delicatamente e di corsa
lo portò via. Mamma gatta non si oppose a quel gesto,
un gattino malridotto non ha lunga vita in un mondo pieno
di insidie. Ma non è sempre così. Tornato dalla
sua compagna con quel batuffolo impaurito, il cane leccò
le testolina della sua vecchia compagna che si mise subito
ad accudire il suo piccolo amico. Grazie alle cure ricevute
il micino crebbe in fretta e dopo pochi mesi scoppiava di
salute.La vecchia cagna era tanto felice di avere un cucciolo
tutto suo, che il suo cuore tornò giovane. Ma il tempo
vola in fretta quando si è felici, e il gattino divenne
un micione adulto.
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| Era un gatto bellissimo,
con la coda folta e le orecchie dritte come una lince. Appena
arrivò la primavera, il micione andò in amore
e non fece fatica a trovare una compagna per metter su famiglia.
Il vecchio cane e la sua vecchia compagna furono di nuovo soli
e per poco non morirono entrambi di crepacuore . Erano più
tristi e più stanchi di prima, e il senso dell’abbandono
era più insopportabile della noia e della solitudine.
Rimanevano tutto il giorno da soli sdraiati all’ombra
del loro albero secolare, e stavano zitti e fermi, come se aspettassero
un segno. Ancora una volta non avevano nessun motivo di essere
felici, e la cagna maledisse il giorno in cui il suo vecchio
compagno le aveva fatto scoprire l’affetto di un cucciolo.
Ma la vita riserva a volte grandi sorprese anche ai disperati,
e proprio nel momento in cui i due cani malandati avevano perso
la forza di andare avanti, arrivò il giorno più
bello di tutta la loro esistenza. Sotto l’albero spoglio
arrivò la vita: quel silenzio assordante fu rotto da
un miagolio diffuso, il gatto era tornato, portando con sé
la sua nuova famiglia. Il gatto fece le fusa ai suoi vecchi
amici, e mamma gatta con delicatezza diede alla cagna uno dei
suoi gattini, il più malconcio naturalmente. Furono i
giorni più sereni. La vecchiaia dei due cani fu allietata
dai micetti, e vissero ancora a lungo sotto il loro albero paterno. |
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