Pescepollo

favole classiche per bambini

 

Gatto e topo in società ------di Jachob e Wilhelm Grimm - Illustrazioni di Silvana Cianciolo

gatto e topo  in società

Un gatto e un topo avevano deciso di vivere in comune e di occuparsi insieme della casa. Quando l'inverno si avvicinò ebbero l’dea di comprare un pentolino di strutto e lo misero in chiesa, sotto l'altare, poiché‚ non conoscevano luogo migliore e più sicuro, là doveva rimanere fino a quando ne avessero avuto bisogno. Ma un giorno il gatto ebbe voglia di strutto; andò allora dal topo e disse:-Ascolta topolino, mia cugina mi ha pregato di fare da padrino al suo piccolo bianco con macchie brune appena nato e devo tenerlo a battesimo. Lasciami andare e sbriga da solo, per oggi, le faccende di casa-.-Sì, sì,- rispose il topo -vai pure, se mangi qualcosa di buono, pensa anche a me.- Ma il gatto non aveva cugine, e non‚ l'avevano richiesto come padrino. Andò invece dritto in chiesa e leccò via la spessa pellicola di strutto,poi passeggiò per la città e ritornò a casa soltanto alla sera.-Devi esserti proprio divertito- disse il topo.-Come si chiama il piccolo?--Pellepappata- rispose il gatto.-Pellepappata? Che strano nome, non l'ho mai sentito!- Poco tempo dopo, al gatto tornò la voglia, andò dal topo e disse: -Mi vogliono di nuovo come padrino, il piccolo ha una fascia di pelo bianco intorno al corpo. Non posso rifiutare, devi farmi il piacere di badare da solo alla casa-. Il buon topo acconsentì, ma il gatto andò e divorò mezzo pentolino. Quando tornò a casa, il topo domandò:-E questo piccolo come si chiama?-.-Mezzopappato.- -Mezzopappato? Che dici! Non ho mai sentito questo nome in vita mia e sicuramente non c'è sul calendario.- Ma al gatto era piaciuto troppo il lardo, e ben presto gli tornò l'acquolina in bocca. Allora disse: -Per la terza volta mi vogliono come padrino. Il piccolo è tutto nero e ha solo le zampe bianche, non ha un altro pelo bianco in tutto il resto del corpo; questo capita solamente una volta ogni due anni: mi lasci andare, vero?-.-Pellepappata, Mezzopappato- disse il topo -sono nomi così strani che mi danno da pensare; ma vai pure.- Il topo pulì e mise in ordine la casa, mentre il gatto divorò tutto il lardoe tornò a casa di notte, sazio e grasso.-Come si chiama il terzo piccolo?-Tuttopappato.- -Tuttopappato! Eh, eh,questo è il nome più strano di tutti!-disse il topo.-Tuttopappato? Cosa vorrà dire? Non l'ho mai visto scritto!- Detto questo scosse la testa e si mise a dormire. Il gatto non fu chiamato una quarta volta a fare da padrino. Ma quando l'inverno giunse e fuori non si trovava più nulla da mangiare, il topo disse al gatto: -Vieni, andiamo a prendere la provvista che abbiamo nascosto in chiesa sotto l'altare, ce la godremo!-.-Sì- rispose il gatto beffardo -te la godrai come a mangiare aria fritta.-Quando arrivarono il pentolino era vuoto.-Ah,- disse il topo -ora capisco! Hai divorato tutto, quando hai fatto da compare: prima pellepappata, poi mezzopappato, poi...- -Taci!- gridò il gatto.-Di' ancora una parola e ti mangio. -Tuttopappato- aveva già sulla lingua il povero topo, e come gli uscì di bocca il gatto gli saltò addosso e lo inghiottì.
gatto e topo in società
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